header pagine

Il Rispetto e l'Attenzione

Petko Draganov, vice segretario generale dell’Unctad -  organo delle Nazioni Unite che presiede alle politiche di sviluppo e commercio - si è lasciato “scappare” una dichiarazione emblematica: “L’agricoltura biologica può offrire un’ampia schiera di benefici per i Paesi in via di sviluppo e per l’Africa in particolare, dalla sicurezza alimentare, allo sviluppo economico, alla tutela ambientale, alla salute”.

Convergere verso l’agricoltura biologica in Africa sarà, dunque, un bene per le esigenze nutrizionali del continente, per l’ambiente, per i redditi degli agricoltori, per i mercati africani e per l’occupazione.
 
Nel 2008, abbiamo prodotto cibo sufficiente a sfamare 11 miliardi di persone. In realtà molto di questo cibo non è servito per le persone, ma è finito in mangimi per animali e biocarburanti.
Sfamare il mondo, quindi, non è un problema di quanta terra abbiamo a disposizione o di quanta superficie agricola è utilizzata, piuttosto dello scopo per il quale si coltiva la terra.

E di come si coltiva la terra. Il biologico, ad esempio, ha grandissime potenzialità ed è in espansione. Inoltre consuma circa un decimo dell’energia che serve all’agricoltura tradizionale per produrre una caloria di cibo.
 
Cinque anni fa la fattoria Canais, che produce ortaggi e miele biologici a Billerio (Udine), decise di proporre l’iniziativa “Adotta un alveare Bio”, perché cominciava ad essere evidente che le api soffrivano e morivano.
Un’iniziativa che di anno in anno ha avuto un grande successo, sensibilizzando le persone al problema. Iniziativa che viene rinnovata quest’anno.
 
E’ quindi possibile adottare una delle arnie della fattoria (per un anno), avere in cambio 10 kg di miele biologico (di tutte le varietà che sarà possibile produrre) e, soprattutto, osservare il lavoro dell’apicoltore e quello delle api. Inoltre, è possibile scegliere un nome per l’alveare adottato e ricevere l’attestato che certifica l’adozione.
 

 

Il rapporto tra cibo e salute è oggetto di molteplici studi, soprattutto nel nostro Paese. Al riguardo, l’ultima ricerca importante arriva dall’Università di Pisa, che ha condotto uno studio sui cibi biologici, evidenziando in particolare le proprietà antiossidanti del pomodoro, il quale sarebbe l’alimento ideale per la prevenzione di tumori e malattie cardiovascolari.

Lo studio, condotto da biologi, microbiologi e medici dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Università di Pisa, è stato pubblicato sul British Journal of Nutrition della Cambridge University Press.

Dallo studio è emerso che i pomodori biologici hanno concentrazioni più elevate di alcuni minerali rispetto a quelli coltivati con altri metodi, in particolare calcio (+15%), potassio (+11%), fosforo (+60%) e zinco (+28%).
 
Il valore salvifico del pomodoro coltivato biologicamente viene confermato anche da Manuela Giovannetti, dell’Università di Pisa, che ha coordinato l’intero progetto:
 
“I pomodori coltivati biologicamente, in particolare, instaurano insieme ai loro microfunghi una benefica associazione radicale permanente, paragonabile dal punto di vista funzionale al nostro microbioma intestinale e i frutti di pomodoro sono una riserva naturale di molecole come acido ascorbico, vitamina E, flavonoidi, composti fenolici e carotenoidi, tra cui il licopene che, oltre a esercitare una forte attività antiossidante, può modulare le vie metaboliche ormonali e del sistema immunitario”.
 
Quattro brevi articoli, diversi fra loro, ma che possono dare la dimensione dei benefici in termini di rispetto e attenzione alla vita che il Biologico può infondere nelle attività dell'uomo.

Questo sito usa i cookies per migliorare la navigazione e il ritorno sul sito.
Continuando la navigazione accetti tale utilizzo. Per saperne di più clicca sul pulsantino o chiudi il banner.