L'Olio di Cocco

Una vittima predestinata..
 
E' fuorviante e spesso disonesta la pubblicità a favore di grassi e oli industriali. L'industria alimentare mira a creare un mercato per gli oli spazzatura a basso costo come ad esempio l'olio di Palma, di Cotone e Canola.

L'Olio di Cocco - uno dei più importanti grassi salutari - è stato sottoposto ad una massiccia campagna di disinformazione dai media che lo hanno ritratto come un grasso saturo che provoca insufficienza cardiaca.

Come risultato, è praticamente scomparso dagli scaffali di botteghe e supermercati. Quindi l'olio di cocco è stato rimosso dalla catena alimentare e sostituito dall'olio di palma, l'olio di semi di cotone e l'olio di canola.
 
E' stato così che, dopo questo riuscito blitz dei media, la popolazione degli Stati Uniti perse la "guerra dei grassi". Per molti anni, negli Stati Uniti l'olio di cocco è stato il più efficace agente di controllo dietetico del peso, al pari dell'olio crudo extra vergine d'oliva spremuto a freddo nei paesi mediterranei.

La storia dell'ingegneria della trasformazione di quelli che una volta erano cibi sani corre esattamente parallela all'aumento dell'epidemia di diabete e iperinsulinemia che affligge gran parte del mondo. Un buon passo nella direzione della cura del diabete e di altre malattie sarebbe lo smettere di credere che i cibi pubblicizzati dai media siano sani e nutrienti.

Nel 1972 il consigliere generale della FDA (Food and Drug Administration) divenne il presidente della Edile Oil Trade Association (!!) e fu rimpiazzato all'FDA da un avvocato specializzato in industria alimentare che aveva rappresentato precedentemente l’industria olearia. Da questo momento la verità sui reali effetti dei grassi dietetici sulla salute umana non è più stata la stessa.
 
L’industria olearia americana ha sponsorizzato sempre più l’informazione per educare la popolazione in una direzione inefficacemente contrastata dalle industrie lattiero-casearie e dei grassi animali. Non essendo prodotti negli Stati Uniti, gli oli tropicali non avevano armi per difendere sé stessi.

Il profilo acidico dell'olio di cocco ne evidenzia la ricchezza in acidi grassi saturi a media catena, come caprinico, caprilico, caprico e laurico; questi nutrienti rappresentano una fonte di energia altamente disponibile, dal momento che risultano di più facile assorbimento ed ossidazione rispetto ai cugini a lunga catena.


Pur essendo ricco di questi acidi grassi saturi, l'olio di cocco non influenza negativamente i livelli di colesterolo, proprio perché povero di acidi grassi saturi a lunga catena, come il palmitico (olio di palma, da non confondere con l'olio di cocco), e ricco di MCT (gli integratori per sportivi a base di acidi grassi a media catena sono generalmente preparati a partire dall'olio di cocco).

Negli ultimi anni, finalmente, le numerose ricerche effettuate nell’ambito della fisiologia, biochimica e clinica dei grassi hanno finalmente iniziato a far luce su questi “inciuci”. Da quando gli enti sanitari governativi hanno imposto la descrizione in etichetta del contenuto in acidi grassi, l’olio di cocco ha subito una totale trasformazione in termini di utilità. Il cocco contiene una notevole quantità di nutrienti importanti sia nel frutto intero sia nella sua parte grassa conosciuta come cocco essiccato, sia nell’olio estratto.
 
Il ridotto contenuto in acido palmitico è compensato da un'analoga quantità di acido oleico e da una piccola percentuale di acido linoleico. L'olio di cocco contiene circa il 50% di acido laurico, un acido grasso saturo a 12 atomi di carbonio che viene convertito a monoleina nell'organismo umano; tale sostanza esibisce spiccate proprietà antivirali, antimicrobiche, antiprotozoarie ed antifungine.
 
Un esempio notevole riguarda l'effetto di un acido grasso MCFA - il laurico (12:0) contenuto in abbondanza nell'olio supersaturo (oltre 86%) di cocco (quasi la metà è composto da laurico). Negli anni cinquanta il cocco fu usato nei mangimi dei maiali con l'intento di farli ingrassare più velocemente. L'effetto ottenuto fu l'opposto: i maiali erano dimagriti. A quel punto provarono con i grassi prevalentemente a catena lunga di soia centrando, ahinoi, ben presto l'obiettivo.

L’olio di cocco è un olio saturo composto principalmente da trigliceridi a catena media (MCT) conosciuti per l’attività di stimolo sul metabolismo. Gli MCT, che non interferiscono con l’attività tiroidea, favoriscono il calo di peso, incrementano la sensibilità dei tessuti all’insulina e quindi la tolleranza al glucosio, incrementano la spesa energetica e diminuiscono l’adiposità negli individui in sovrappeso.

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