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Agricoltura Biodinamica

L'agricoltura biodinamica: il movimento e la vita

Definire l'agricoltura biodinamica può essere semplicissimo o molto difficile. Per capire meglio possiamo, come spunto iniziale, dare un nome a chi ne ha delineato la metodica: si tratta del Sig. Rudolf Steiner, fondatore del movimento antroposofico. Il soggetto in questione, autore di diversi libri è ampiamente documentato in rete.

In secondo luogo, è necessario riconoscere al legittimo proprietario ciò che gli spetta: Il termine "biodinamica" è un marchio commerciale detenuto dalla "Demeter International", associazione di coltivatori che si propone, attraverso un disciplinare, di mantenere i medesimi standard tra i coltivatori sia nella fase di produzione che di trasformazione dei cibi.

Ogni Stato ha la propria associazione Demeter che deve adeguarsi agli standard e ai protocolli dettati dalla Demeter International. Scopo del marchio è quello di proteggere sia i consumatori che i produttori di cibo biodinamico.

Esiste quindi un disciplinare preciso che regolamenta le attività di coltivazione di chi si vuole certificare come produttore biodinamico. La Certificazione Demeter proviene da un gruppo di persone indipendenti da logiche commerciali che si occupano di verificare la correttezza degli adempimenti produttivi dell'agricoltore biodinamico.
 

 

 
 
Siamo pertanto molto vicini ai concetti dell’agricoltura Biologica, ma ci è parso importante chiarire la distinzione. La filosofia è la stessa, l’intento comune. Cambia la metodica, quella biodinamica prende in considerazione aspetrti che quella biologica non ritiene indispensabili. La produzione è in entrambi i casi, di ottima qualità.

Da sempre un agricoltore, anche quello che utilizza i metodi più sofisticati, è implicato in un lavoro che lo costringe ad osservare i ritmi della natura. L’agricoltore convenzionale, quello biologico e quello biodinamico attuano tutti metodiche che apportano dei correttivi alla produzione naturale. Con una sostanziale differenza: il primo spesso sfrutta e impoverisce, i secondi rispettano e fanno in modo che la terra sia sempre più fertile.

Coltivare biodinamicamente, così come biologicamente, non significa necessariamente applicare in modo rigido e meccanico una metodologia. Piuttosto si può parlare di un approccio conservativo che coinvolge pensieri e azioni che vengono tradotti in scelte operative diverse, secondo le condizioni e i problemi che presentano le coltivazioni, caso per caso.

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